Se ne sono accorti

 

 

 

24 Ottobre 2018

 

Se ne sono accorti anche loro.....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualche mese fa avevamo fatto notare che si stava verificando in maniera plateale, ed evidente anche al più disattento degli osservatori, un fenomeno (relativamente) nuovo: l'aumento dei decessi per overdose in soggetti adulti e con alle spalle una lunga storia di tossicodipendenza.

Oggi ci fanno sapere che se ne sono accorti anche loro ("loro" sono le istituzioni rappresentate da AUSL con relativo Osservatorio epidemiologico, SerT, ....).

Nei primi nove mesi del 2018 sono già 13 i morti per overdose a Bologna e (quasi) tutti over 40. Questi numeri, già terribili di per sé stessi, non tengono peraltro conto delle centinaia di decessi correlati all'uso e abuso di stupefacenti. Dalle patologie indotte e/o sostenute dalla tossicodipendenza alle vittime della strada causate da conducenti sotto l'effetto di sostanze passando dai casi di cronaca nera di violenze in casa e fuori.

Questi numeri sfuggono alle statistiche ma sono i numeri delle vittime di una guerra non dichiarata e che viene combattuta da una sola parte. L'altro contendente si accontenta di snocciolare numeri (fasulli), presentare rapporti (incompleti) e brandire l'arma della "riduzione del danno".

In realtà il danno non viene neanche ridotto ma viene mantenuto e foraggiato.

In una guerra non puoi accontentarti di "ridurre il danno". Il danno lo devi combattere con tutte le tue forze e con tutte le armi a tua disposizione. Il danno lo devi eliminare.

Quando il relatore del "rapporto" dice: "il target è sempre lo stesso: persone con più di 40 anni, che alle spalle "hanno anni di rapporti con le sostanze e con i servizi" non dovrebbe prendere atto del fallimento della strategia che quei servizi hanno sostenuto e attuato in tutti questi anni?

Quando a morire sono i giovanissimi puoi anche raccontare che non li hai visti o che non si sono rivolti a te in tempo, o trovare altri mille motivi sociologici ma quando in nove mesi muoiono 13 (tredici) persone che "hanno anni di rapporti con le sostanze e con i servizi" non ti dovrebbe far pensare di avere sbagliato tutto negli ultimi 30 anni?

Non dovresti fare un mea culpa e, autonomamente, proporre un cambio di approccio al problema?

No, per niente. Dice invece "Un fenomeno circoscritto, rispetto a questo andrebbero fatti programmi mirati su utenti del servizio o persone che si sono rivolte al pronto soccorso in seguito ad un'overdose non letale".

Detto in sintesi "non faremo niente".

D'altronde i loro tempi di intervento non è che siano proprio velocissimi se si pensa che il 23 ottobre 2018 si presentano i dati relativi al 2017. Nove mesi per presentare un po' di numeri e tabelle. Neanche fosse un parto plurigemellare. Figuriamoci pensare ad un cambio di strategia oltretutto non proposto, appoggiato o sostenuto dalla politica. Abbiamo infatti in questo momento una compagine governativa composta da due forze politiche che, sull'argomento, la pensano in modo diametralmente opposto. E' quindi ragionevole pensare che nel famoso "accordo di governo" queste problematiche non abbiano ottenuto neppure una riga e che si guarderanno bene dal menzionarle in futuro.

 

PS Per i titolisti di Repubblica: Il plurale di overdose resta overdose. Eventualmente può non essere sbagliato overdoses ma overdosi non si può leggere.