La Rana bollita

31 Maggio 2019


La rana bollita



Uno dei principali problemi che si trova ad affrontare il genitore di un adolescente è quello delle “canne”.

Mi devo preoccupare? Quanto mi devo preoccupare?

Sono queste le domande che giustamente si pongono i genitori quando nello zaino del figlio trovano gli elementi inequivocabili del consumo di cannabinoidi.

A dire la verità non tutti si preoccupano. Spesso prevale il giustificazionismo. In fondo se le fanno tutti, una canna non ha mai ucciso nessuno, … e via di questo passo.

 

Restiamo a quelli che si allarmano.

Diciamo subito che non ci piace fare del terrorismo. Siamo perfettamente consapevoli che non tutti i ragazzi che si fanno qualche canna diventano poi dei tossicodipendenti.

Non ci passa neanche nell’anticamera del cervello sostenere questo concetto.

Siamo però altrettanto certi che tutti i soggetti con dipendenza da stupefacenti hanno iniziato facendosi una canna e quindi siamo, in tutto e per tutto, dalla parte dei genitori che si pongono il problema.

 

La risposta alle loro angustie non è semplice e non è univoca.

Come spesso faccio mi affido a una metafora, a una similitudine. In questo caso propongo il principio della rana bollita.

 

Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda nel quale nuota tranquillamente una rana. Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale. Adesso l’acqua è calda.

Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa. L’acqua adesso è davvero troppo calda.

La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla.

Intanto la temperatura sale ancora, fino al momento in cui la rana finisce – semplicemente – morta bollita. Se la stessa rana fosse stata immersa direttamente nell’acqua a 50° avrebbe dato un forte colpo di zampa, sarebbe balzata subito fuori dal pentolone.

 

Precedentemente alla prima canna vostro figlio nuotava tranquillamente nell’acqua fredda ma con quella prima volta gli si è acceso il fuoco sotto.

È quindi il caso di controllarlo da vicino, ancor più di quanto abbiate mai fatto.

Sorvegliarne i cambiamenti di comportamento, l’andamento degli studi, le amicizie che dovessero cambiare.

 

È cambiato qualcosa in vostro figlio? La canna è restata un episodio isolato o quanto meno saltuario o sta diventandone un consumatore assiduo e problematico? È in grado di saltare fuori dal pentolone o bisogna tirarlo fuori a forza?

 

La cosa peggiore che possiate fare è minimizzare “la canna”. I discorsi sul “se le fanno tutti” o “chi non se l’è mai fatta una canna…” lasciatelo fare agli stupidi.

Voi preoccupatevi della vita e del futuro dei vostri figli.

Una canna non ha mai ucciso nessuno ma, in ogni caso, bene non fanno.

Anzi possono fare molto ma molto male. Vostro figlio è quella rana.

Non credo vogliate vederlo bollito a fuoco lento.

 


Danilo Lelli