Polveroni

 

 

 

16 Novembre 2018

 

Polveroni e polverine

 

A bocce (quasi) ferme proviamo a fare una breve riflessione prendendo lo spunto da due vicende, apparentemente distinte, che hanno riempito i giornali e scatenato i social negli ultimi tempi.

Mi riferisco ai casi di Stefano Cucchi e Desirée Mariottini.

Per motivi diversi queste due tragedie sono finite all’attenzione dell’opinione pubblica. Nel caso Cucchi per la tenacia e la caparbietà della sorella; per Desirée la cronaca se ne è impossessata per il momento politico in cui è avvenuta. La problematica della criminalità collegata all’immigrazione più o meno clandestina ha dato lo spunto alle diverse fazioni politiche di rinfacciarsi responsabilità vere o presunte.

Desirée

Due vicende che, in altri momenti e con altri protagonisti, sarebbero state sostanzialmente relegate, assieme ad altre decine di casi analoghi, a un trafiletto della cronaca locale.

Dal nostro punto di vista avremmo dovuto essere contenti del clamore suscitato da quelle che sono, restano e resteranno due tragedie che hanno privato del futuro due giovani.

Finalmente si sarebbero riproposti all’interesse della collettività i drammi causati dalla diffusione degli stupefacenti. Se ne sarebbe tornato a parlare.

Invece no, non è successo. La droga resta sullo sfondo. Si, va beh, c’era la droga ma la colpa è dei carabinieri. Si va beh, c’era la droga ma la colpa è degli immigrati…

Sia chiaro che nessuno vuole vedere liberi e impuniti i responsabili di violenze o stupri.

Quello che stupisce però è che non si vede, non si vuole vedere, il comune denominatore che ha portato a quei tragici epiloghi.

Che poi è lo stesso che causa migliaia di vittime tra incidenti stradali e violenze domestiche. Che è fonte di costi spaventosi in trattamenti sanitari ed emarginazione sociale e familiare di soggetti deboli e fragili: la droga.

Perché è da li che è partito tutto. Senza la dipendenza da stupefacenti di cui i due ragazzi erano schiavi tutto questo non sarebbe successo.

Alzare polveroni per nascondere polverine non aiuta nessuno.

Carabinieri e immigrati (anche se chi ha fornito le dosi fatali è italiano) hanno reciso queste due vite ma, anche senza i loro crimini, per Stefano e Desirée il sogno di una vita serena sembrava allontanarsi sempre di più.