Buonsenso (e no)

 

9 Maggio 2017

 

Sul buonsenso e sui suoi contrari

 

Dal vocabolario Treccani

buonsenso /bwɔn'sɛnso/ (più com. buon senso) s. m. [calco dell'espressione fr. bon sens]. - [capacità istintiva di giudicare rettamente] ≈ assennatezza, criterio, equilibrio, giudizio, oculatezza, praticità, senno, spirito pratico.

E' sicuramente buon senso quello mostrato dal Sostituto Procuratore di Bologna Valter Giovannini intervenendo nel dibattito scaturito dalle dichiarazioni (improvvide?) di un altro PM Henry John Woodcok (si, sempre lui) sulla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere.

Senza entrare in motivazioni etiche o di opportunità politica (da bravo magistrato) Giovannini fa delle considerazioni talmente equilibrate da sembrare ovvie se non fossimo in un clima totalmente sbilanciato verso quella che sembra una inevitabile, quanto sconsiderata, legalizzazione.

Il pensiero del PM di Bologna parte da un concetto talmente evidente da sembrare scontato:La cannabis di Stato? "Più costosa e meno gradita ai consumatori, quindi "fuori mercato" rispetto a quella illegale di cui non reggerà la concorrenza."

Qui potete leggere l'intero articolo di Repubblica sulle dichiarazioni di Valter Giovannini (magistrato inquirente di buonsenso)

 

Dal vocabolario Treccani

Contrario di buonsenso ↔ avventatezza, dissennatezza, scellerataggine, sconsideratezza.

Non ha sicuramente utilizzato il buonsenso quel Magistrato di Bari, di cui non conosciamo il nome, che ha assolto il rasta nonostante il possesso di 60 grammi di marijuana (quantità illegale) in quanto il giovane la utilizzava "per meditare".

Aveva utilizzato il buonsenso la polizia applicando la legge e quindi arrestandolo (le quantità non erano compatibili con il consumo personale); aveva, parzialmente utilizzato equilibrio il giudice che, pur rilasciandolo nel processo per direttissima, lo aveva rinviato a giudizio; la stessa Procura di Bari in modo assennato (e soprattutto in ossequio alle leggi in vigore) ne aveva chiesto la condanna a 1 anno e quattro mesi.

Non è stato di questo parere il Giudice che lo ha assolto accogliendo le tesi della difesa che ha sostenuto che la fede religiosa del rastafarianesimo ha fra i suoi precetti l'utilizzo della marijuana come erba medicinale, ma anche come erba meditativa, apportatrice di saggezza, ausilio alla preghiera.

Noi siamo dei convinti sostenitori delle Istituzioni e della Magistratura in particolare. Le sentenze vanno rispettate sempre senza se e senza ma. Non credo che riusciremo a leggere le motivazioni che hanno portato il Giudice a questa conclusione (che peraltro verrà sicuramente sfruttata in quanto precedente a cui aggrapparsi) e, in ogni caso, ci interessa poco.

Sappiamo bene che, anche in caso di condanna, il giovane non avrebbe fatto un solo giorno di carcere e infatti non è questo il problema. Succede tutti i giorni in tutta Italia alla faccia dello sbandierato proibizionismo.

Quello che avremmo voluto è che questo Giudice avesse applicato semplicemente la legge senza interpretazioni quantomenno fantasiose. Ma questa è l'aria che tira.

Quale aggettivo si può utlizzare per questo giudizio? Avventato? Si dai, perlomeno avventato.

Qui potete leggere l'intero articolo di Repubblica su questa vicenda barese.